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ARGOMENTI – FILMCRITICA 683

Mostrare e non dimostrare

Architrave del cinema di Rossellini è il mostrare e non dimostrare che inaugurava l’era di un cinema politico libero e soprattutto non impositivo, ‘Mostrare’, far vedere e capire i meccanismi per cui accadono le cose, significa intervenire kantianamente sulla conoscenza del reale, per progredire e trasformare.
Il film di Clint Eastwood 15:17 – Attacco al treno è il nostro film del mese, un film che respira l’aria del paesaggio, che è lo sguardo dei protagonisti sulla realtà del presente, ‘teso’ come se tutto dovesse finalizzarsi in quel contatto fisico, muscoli contro armi, western pacifista, come storia e leggenda, western nella migliore tradizione americana, come unico modo per evitare la tragedia. Anche questa volta, un Oscar mancato.

Editoriale di Edoardo Bruno da Filmcritica 683

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FILMCRITICA 675

SOMMARIO

675

Maggio 2017

ARGOMENTI Simone Weil – … Una volta Lutero

NOTE DI TEORIA

Essere spettatore Michele Moccia

L’altro piego del volto Edoardo Bruno

Pasolini, Alcesti e le nuvole Alessandro Cappabianca

Derive della messa in scena Walter Mazzotta

Eastwoodiana 2 Giovanni Festa

FILM DI TENDENZA

La tenerezza

Una realtà invisibile Edoardo Bruno

Personal Shopper

Il silenzio del fantasma Alessandro Cappabianca

Mal di pietre

Quasi un realismo magico Edoardo Bruno

LO SPETTATORE CRITICO

Film Libere disobbedienti innamorate e.b.; Il corto Sergio Arecco

 

Oggi e sempre resistenza

Roberto Rossellini sul set di Paisà

Dov’è la libertà? di Roberto Rossellini

“Le fasi deformate in senso espressionistico non esauriscono il racconto di questo ritorno alla normalità, in una Roma tradita dalle opere del regime, del barbiere Lojacono che non ritrova più la sua bottega. Tutto il dramma si inscrive sulla maschera di Totò martoriata e mobilissima: Totò incide la fiducia e gli spasimi, le perdute occhiate d’amore, il rider sarcastico. Dov’è la libertà?, nella sua intonazione grottesca sorretta dalla audacia stilistica della deformazione, colora persone e situazioni di mostruosità: notate l’usuraia che sogguarda Abramo traverso le dita, per spiarlo nella finzione del pianto convulso”. (Marcello Clemente, Filmcritica n.36, maggio 1954)

TUTTI I COLORI DEL CINEMA: AUGURI A FILMCRITICA!!!

L’8 dicembre del 1950 usciva il primo numero di Filmcritica, Auguri a una rivista che oggi compie 66 anni!

fullsizerender

Aprile/Maggio: FILMCRITICA 664

Una meravigliosa figura di donna…
in questo numero: Lav Diaz, Miguel Gomes, Jean-Marie Straub, Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Gianfranco Rosi, Brian Helgeland e tanto altro…

Filmcritica 664 - Copertina

IL PREMIO ALLA CULTURA “VITTORIO DE SICA” A EDOARDO BRUNO

Di seguito una breve nota di Edoardo Bruno vincitore del Premio De Sica

Sono grato per l’alto riconoscimento che premia il mio lavoro di studioso, di autore di libri in cui traccio il cammino teorico di una estetica del film in continuità con gli studi iniziati da Galvano Della Volpe con il Verosimile filmico, sul piano di un risarcimento marxista dell’arte, impegno culminato con l’invenzione di una rivista come Filmcritica che da più di sessanta anni coniuga la teoria con la pratica di una critica militante che ha sempre accompagnato gli autori verso un cinema modernamente inteso tra poesia e politica, nella grande lezione dei film di De Sica e Rossellini, nel panorama di un realismo critico inteso come “forma” linguistica.
Ringrazio pure per il riconoscimento delle altre mie sperimentazioni nel teatro e nel cinema, in particolare per il film La sua giornata di gloria del 1968, sulle inquietudini di quei giorni, rivissuti sulle tracce della Comune di Parigi.
Filmcritica è nata nel 1950, negli anni del Politecnico di Vittorini, negli anni della nuova cultura in cui l’entusiasmo di un ragazzo controcorrente rovesciò il modo di intendere la critica cinematografica, chiusa, in Italia, in un sociologismo inerte, nonostante la severa eredità degli studi teorici – Arnheim, Barbaro, Balasz – e i primi film del neorealismo, Sciuscià, Roma città aperta, Ladri di biciclette. Proprio con i protagonisti di quegli anni, Rossellini, Barbaro e poi Della Volpe, si formò il direttivo della rivista che voleva riportare la critica all’interno del film e restituire alla scrittura filmica il suo posto nella storia dell’arte.
Oggi, riguardando i suoi 660 fascicoli – dieci all’anno – Filmcritica appare come una grande lezione di un cinema contemporaneo che riguarda la cultura e la filosofia con la forza di un linguaggio tra l’epica e la poesia. Per questo lavoro in comune ringrazio tutti i redattori che hanno dato e continuano a dare volontariamente alle pagine della rivista il meglio della loro sensibilità e della loro cultura, vera band à part di una nuova estetica, come già dopo i primi numeri, ci definiva Alberto Latttuada.

FILMCRITICA 656/657

Rieccoci tra Manoel de Oliveira, Roberto Rossellini, Gus Van Sant, George Miller, Miguel Gomes, Roberto Minervini e tanto altro…

Copertina Filmcritica 656 - 657

ricordando Gian Vittorio Baldi,

che ci ha lasciato da poco, e con lui Rossellini Pasolini e Straub

a.p.

Maps to the Stars

Gli astronomi e le stelle…
insieme alla recensione di Luigi Abiusi del film di Cronenberg (http://www.filmcritica.net/)

m.m.