Tag Archives: jean-luc godard

FINE D’ANNO: FILMCRITICA 680

In questo numero: Una rosa è una rosa è una rosa è una rosa, Esiltà, Il pensiero pensato, Il cinema come partitura, La peste: scenari di una metafora, Cavità abitata, Interfaccia, Protesi (su Divorati di Dave Cronenberg), Nemesi di Walter Hill, Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve…

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ici et ailleurs

a.p.

Palestina

«Lo stereo è fatto per i cani e per i ciechi. Proiettano sempre così, mentre bisogna proiettare così. Ma dato che si proietta così e poiché io che ascolto e guardo sono in questo punto, poiché sono di fronte e poiché ricevo questa proiezione e poiché la rifletto, mi trovo nella situazione descritta da questa figura. Ecco la figura dello stereo. Ma questa figura, se si guarda ora nella storia, dato che lo stereo esiste anche in storia… c’era Euclide e poi c’è stato Pascal. Pascal dalla cui riflessione viene l’esagramma mistico. Ma nella storia, la storia della storia. C’è stata la Germania che ha proiettato Israele, Israele che ha riflesso questa proiezione e Israele ha trovato la sua croce. E la legge dello stereo continua. Israele ha proiettato il popolo palestinese e il popolo palestinese, a sua volta, ha portato la sua croce. Ecco la vera leggenda dello stereo.»
(Jean-Luc Godard, Autoportrait a décembre)

m.m.

Contro ogni violenza, sempre…

“… MA CHE MISERA SPECIE D’AMORE! L’AMORE NON SI PROVA PER LE IDEE MA PER LE PERSONE REALI E VIVE […]. E CHE PERICOLOSA SPECIE D’AMORE! QUANDO L’AMORE PER LE IDEE E LE CHIMERE DIVENTA UN SOSTITUTO DELL’AMORE PER LE PERSONE VIVENTI […]. SI VERIFICA COSÌ LA PIÙ INUMANA DELLE TRASFORMAZIONI: GLI ESSERI UMANI DIVENTANO OGGETTI DA PIEGARE, DOMARE, FORGIARE ED “EDUCARE” PER AMORE DI UN’IDEA”.

William Warren Bartley III, Retreat to Commitment

Jean-Luc Godard, Film socialisme (con il suo ricordo dell’immenso Cheyenne Autumn di John Ford)

m.m.

Godard 3

Jean-Luc Godard: “cercare la povertà del linguaggio” 2

La parola tra uomo e donna, come l’amore, sembra ancora una volta impossibile e se lei chiede di potergli parlare, lui risponde di cercare la povertà nel linguaggio. ” (L. Esposito & D. Turco: http://www.filmcritica.net/)

La parola è ciò che si tace: La cinese

m.m.

 

Jean-Luc Godard: “cercare la povertà del linguaggio”

La bella recensione di Lorenzo Esposito e Daniele Turco su Adieu au langage 3D di Jean-Luc Godard (qui: http://www.filmcritica.net/) mi ha riportato alla mente la scritta bianca su fondo nero che compare per un istante brevissimo in Film socialisme

m.m.

 

JLG/JLG: Autoritratto/Autobiologia

Autoportrait de décembre…Adieu au langage…

m.m.

JLG/JLG: Autobiografia/Autobiologia

 

” Niente mi farà andare a Cannes

http://www.rts.ch/info/culture/5856805-jean-luc-godard-rien-ne-me-fera-aller-au-festival-de-cannes.html#

neanche se mi dessero la Palma d’ oro ci andrei, neanche se mi venissero a prendermi a casa” . Cosi Godard in un’ intervista esclusiva in video riportato nel link ( ma ci parla anche di libertà , di suicidio assistito, dell’ sms come ‘ Save my soul ‘  )

a. p.

ADIEU AU LANGAGE (trailer)

JLG a (v) venire

STORIE DI SET: JEAN-LUC GODARD

Il direttore della fotografia Raoul Coutard durante le riprese di À bout de souffle di Godard.   (l.e.)