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ARGOMENTI – FILMCRITICA 683

Mostrare e non dimostrare

Architrave del cinema di Rossellini è il mostrare e non dimostrare che inaugurava l’era di un cinema politico libero e soprattutto non impositivo, ‘Mostrare’, far vedere e capire i meccanismi per cui accadono le cose, significa intervenire kantianamente sulla conoscenza del reale, per progredire e trasformare.
Il film di Clint Eastwood 15:17 – Attacco al treno è il nostro film del mese, un film che respira l’aria del paesaggio, che è lo sguardo dei protagonisti sulla realtà del presente, ‘teso’ come se tutto dovesse finalizzarsi in quel contatto fisico, muscoli contro armi, western pacifista, come storia e leggenda, western nella migliore tradizione americana, come unico modo per evitare la tragedia. Anche questa volta, un Oscar mancato.

Editoriale di Edoardo Bruno da Filmcritica 683

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L’elogio della leggenda e la storia

Eastwood racconta la storia dell’attacco al treno Amsterdam-Parigi, invertendo il senso del tempo, ripartendo dagli anni in cui il protagonista era ancora un bambino con il suo amico di colore, e la tragedia era ancora nell’aria, come destino. Il racconto a ritroso non ferma il tempo, i ragazzi crescono, diventano uomini e il sapore dell’aria diventa ansioso, come se un alito di imprevisto riempisse la storia, ‘Come se’ il vento dovesse travolgere un’adolescenza cresciuta senza armi, vere o finte, solo con esercizi ginnici, anche violenti.
Eastwood punta sulla forza della favola, guarda con lo sguardo cinematografico, e il récit più che sulle parole si immerge nel filmico. ‘Racconta’ il paesaggio, la montagna, il cammino e lo ‘sguardo’ avventuroso dei suoi protagonisti come se ‘quel’ qualcosa dovesse accadere da un momento all’altro. E toglie il respiro, riempiendo le annotazioni di attese.

Estratto della riflessione di Edoardo Bruno sul film di Clint Eastwood, Ore 15:17 – Attacco al treno