Category Archives: filosofia

Verso l’Apocalisse

Un film, un film documentario di Abel Ferrara ‘girato’ in un punto centrale di Roma, pieno di migranti che tentano di rifarsi una vita, senza la violenza e la rabbia di Abel Ferrara, anche se Abel in persona, provoca le domande/risposta, in un dialogo disteso, in una intermediazione temporanea da una città ad un’altra, in un luogo disatteso e deluso.
Ma c’è una filosofia, un sottofondo nello sguardo indifferente di una città distratta niente affatto disposta ad essere l’ultima tappa di un viaggio terribile ed è la delusione che si avverte negli occhi dei sopravvissuti, mortificati e ridenti, pronti a ricominciare, anche se impigriti dal sole, sui marciapiedi dove sdraiarsi addormentati, in una indolenza senza futuro.
Punto finale senza destino – “morire, dormire, nulla di più”, Roma appare indefinita e distratta senza gli incubi di una città nascosta dentro un’altra città, come la città di Minnelli, Altra città, visione metafisica, come la scala inquietante della palazzina Novecento della Casa Pound, vista dall’interno, ultimo gradino verso l’Apocalisse, richiamo al suo 4:44 Last Day on Earth sulla fine del mondo.
Qui, in un rovesciamento ontologico, si avverte allora tutta la tragicità di una visione violenta, e la rabbia, di una inarrestabile fine. Un pensiero che attraversa la Storia e riguarda le macerie imperiali con il fermo immagine di un cinema del futuro.

e. b.

  • Questo l’editoriale del prossimo numero di Filmcritica 679

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A Milano è ancora tempo di festival

Si è inaugurato giovedì scorso e terminerà l’8 ottobre il MilanoFilmFestival (season 22). Il programma è come sempre ricchissimo e lo si può consultare sul sito. Tra le varie iniziative segnaliamo domenica 1 ottobre l’inaugurazione della mostra “NOI. Milano 1968-1977” curata, tra gli altri, da Ranuccio Sodi, che “entra tra i filmati del Collettivo Cinema Militante di Milano per tracciarne temi e mappe”. Non mancherà una maratona di film militanti restaurati in collaborazione con l’Archivio del Cinema di Impresa di Ivrea e Fondazione Cineteca Italiana.

Domani verrà inaugurata la mostra fotografica “Enrico Appetito per Michelangelo Antonioni sui set 1959-1964” a cura di ETICAARTE e Istituto LUCE Cinecittà, realizzata in collaborazione con l’Archivio Storico Enrico Appetito e Sandro Bernardi, “un’esposizione che, attraverso gli scatti di Enrico Appetito, fotografo di scena per “Deserto rosso” e “L’ avventura”, scandaglia l’archeologia dei set di Michelangelo Antonioni e investiga il suo rapporto con la natura”

(nel link, completo, “Deserto rosso”)

Sabato 7 ottobre Abel Ferrara, giurato del Concorso lungometraggi, terrà una Masterclass in cui presenterà i sue due ultimi lavori, “Piazza Vittorio” e “Alive in France” e in cui “racconterà il suo eclettismo e la sua necessità, quasi carnale, di fare film”

a.p.

da oggi al 21 settembre a Trieste la XVI edizione del festival “I 1000(o)cchi”

Si apre oggi a Trieste (dopo l’ anteprima romana dei giorni scorsi) il festival internazionale del cinema e delle arti “I Mille Occhi” diretto da Sergio M. Grmek Germani. La selezione dei film è frutto, come sempre, delle ricerche e della cinefilia radicale del suo ‘creatore’. Tutti i film sono proiettati nel loro formato originale. Per consultare il ricchissimo programma, gli orari delle proiezioni e per poter scaricare gratuitamente il catalogo basta andare sul sito del festival. Tra le numerose rarità il film hardcore del grande autore recentemente scomparso Wes Craven, “The Fareworks Woman”, proposto in copia 35mm nella versione estesa italiana e col titolo “La cugina del prete”.

Si segnalano inoltre due documentari dedicati a Luce Vigo, figlia del grande Jean, scomparsa lo scorso febbraio, e alla quale il festival dedica la presente edizione.

a.p.

ECCOCI: FILMCRITICA 678

Rossellini, Serra, Zemeckis, Schrader, Malick, Straub-Huillet e… tanto altro…

Venezia 74. I nostri film (4)

Momenti di soprassalto in cui la flagranza del cinema ancora una volta emerge, in questa Mostra, pur sporadicamente, ci sono finora stati. Los Versos del olvido di Alireza Khatami, film fantasmatico e ruiziano, in cui un vecchio e un becchino cieco si muovono sotto il cielo del Cile postdittatura, ma soprattutto in un labirinto ” in abisso” di oblio dell’Oblio, o di “memoires des apparences”, o meglio di ” disapparenze”, naufragando in un kafkiano “villaggio più vicino” in cui i corpi dei trapassati perdono e riacquistano nomi. Con un esito ferreriano dove si spiaggiano due balene che fino a poco prima avevano volato nel cielo azzurro.

In “Brawl in cell block 99” di S.Craig Zahler si respira un aria forsennata e fagocitante, si percorre il precipizio da un carcere all’altro, fino ai sotterranei di una prigione di massima sicurezza, dove un mastodontico criminale “malgre’ lui” persegue la violenza implacabile ed etica nel proteggere a distanza una creatura che attende nel ventre della sua donna, sequestrata dai suoi ex complici. In un parossismo carpenteriano si torna ai climi ossessivi dei noir anni 40 come Gun Crazy di Josep H.Lewis, e si effonde il vento classico del cinema scolpio nelle sue forme dure a colpi secchi e micidiali.

In “The Private Life of a Modern Woman” James Toback filma acting, setting killing di una attrice che, rinserrata nel suo appartamento, compie un delitto gidianamente gratuito, apparentemente per legittima difesa, eppure “atto” di affondo nell’inconscio ( figurato dai mostri di Bosch in split screen) e perlustrato dallo stesso Toback che interroga come in una anamnesi analitica la sua attrice. Set duplicato dall’interrogatorio che un Alec Baldwin detective intraprende con l’attrice sul filo sottile della visione e funzione.

B.R.

Venezia 74. I nostri film (3)

I titoli di testa più belli del festival aprono ” The Private Life Of A Modern Woman” di J. Toback dove lo spleen screen scompone e ricompone “Il giardino delle delizie” di Bosch facendovi entrare la protagonista, Sienna Miller, in preda ai sogni, forse a possibili ricordi, all’inconscio. Suspence, omicidi, scrittura e messa in scena, rigore e ambiguità.

 
a.p.  d.t.

Venezia 74. I nostri film (1)

Al quinto giorno dall’inizio della mostra ancora nessuna scoperta. Abbiamo però re-incontrato alcuni grandi autori che hanno spinto il loro e il nostro sguardo oltre il limite dell’umano e del visibile.
Il diavolo e l’esorcista, ancora, probabilmente. Usando solo in apparenza la forma documentario, Friedkin in “The Devil and Father Amorth” lavora sui margini di un reale indemoniato da esorcizzare con la potenza artigianale di una sequenza quasi senza stacchi e di un’indagine sui rituali più oscuri del cattolicesimo che si incarnano nella figura carismatica e inquietante di padre Amorth, in cui sprofondare lo sguardo. Film saggio sulla paura, sull’ambiguità e sul dubbio.

Il cinema fisico e di pensiero di Bresson, Dreyer, Bergman, De Oliveira, Scorsese, Hitchcock e De Palma formano la carne e il sangue dell’ultimo, folgorante film di Schrader ‘First Reformed’, finora il nostro Leone d’oro. La scrittura e il suo rovescio, filosofico e politico. Lungo viaggio di un corpo di dolore verso un brutale stacco in nero che taglia le immagini prima dei titoli di coda, là dove  il trascendente è sospeso e dove l’ amore la morte e il cinema si compenetrano alla ricerca dell’ assoluto.

a.p.   d.t.

 

Jerry Lewis: L’indicibile sconnesso

Ricordiamo il sapiente e combattivo giurista Stefano Rodotà che ci ha lasciato oggi

con un breve estratto video di un suo intervento sul cinema, l’umano e il postumano tenuto  a Venezia nel 2008 all’ interno della manifestazione LidoPhilo. Da “Metropolis” e ” Tempi Moderni” a “Matrix”..

a.p.

oggi su La Repubblica una lunga intervista al nostro direttore Edoardo Bruno

“(..) A volte quando mi sveglio la notte e non ho voglia di alzarmi né di accendere la luce, mi sforzo di intravedere qualche sagoma nel buio della stanza. In quella strana ombra scura le cose si dilatano, gli spazi si confondono e in quel momento penso di stare ancora al cinema”.

(L’intervista completa di Antonio Gnoli la potete trovare sul sito di Repubblica)

a.p.