da Venezia ‘77 (6)

Con Miss Marx Susanna Nicchiarelli compone il ritratto della figlia più giovane di Karl Marx, Eleanor, che a partire dalla sua orazione funebre al funerale del padre, che apre il film, si impegna a dare una continuità alla sua idea della vita come lotta e come spinta a trasformare il mondo. Anche per questo nel film irrompe trasversalmente la vitalità selvaggia del punk rock dei Downtown Boys, che accompagna con impeto rivoluzionario i viaggi di Eleanor e i suoi interventi a favore delle donne e contro lo sfruttamento dei più deboli. Politica, scrittura, libri, rapporti familiari, discussioni, e mille sigarette fumate nello studio di un padre amato e ingombrante che continua a ossessionare la memoria di Eleanor, fino all’incontro d’amore con Edward Aveling. Il personale è sempre politico, e la passione di Eleanor anche messa a dura prova da inganni e tradimenti non cede, ma si sospende, magari proiettandosi nella messa in scena di Casa di bambola, in uno dei momenti più ambiguamente vertiginosi del film. Traduttrice di Ibsen e Flaubert, saggista e attivista impegnata a fianco dei più deboli, la Eleanor Marx di Nicchiarelli si muove senza esitazioni dentro un film sobrio che si esce dalla cornice storica per interpellare lo spettatore con urgenza, lungo il filo intrecciato della politica e dell’amore.

Daniela Turco

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