Cannes 71. I nostri film (5)

En guerre di Stéphane Brizè.

Chi combatte rischia di perdere, chi non combatte ha già perso. E’ con questa frase di B.Brecht, in sovrimpressione, che si apre il film di Stéphane Brizè, segno programmatico di una lotta che trasmette tono e ritmo al film. A tre anni da La Loi du Marché, è di nuovo la perdita del lavoro, a essere in questione, questa volta in una fabbrica prossima a chiudere, o a delocalizzare, e ancora una volta protagonista è Vincent Lindon, nella parte di un delegato sindacale. Come filmare la parola operaia? Come dare visibilità a ciò che di solito non ce l’ha? E’ questa la scommessa e l’idea di cinema che guida Brizè, mentre entra nel vivo di ogni tappa faticosa della trattativa, filmando senza tregua le riunioni sindacali, le incertezze e gli scontri, con la macchina da presa che si sposta dall’uno all’altro operaio, con una asciuttezza e una tensione fisica rare da vedere, mentre si prepara l’inevitabile esplosione della violenza. Nel film, al calore di una lotta comune si alternano momenti di pessimismo e divisioni, ma la guerra non è ancora finita.

d.t.

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