Cannes 71. I nostri film (4)

Ash Is The Purest White, di Jia Zhangke.

In un arco di diciotto anni, dal 2001 all’ oggi, nell’ultimo film di Jia Zhangke, al ritratto e alla storia di un gruppo di piccoli gangster, si sovrappone quello più vasto di una Cina in rapida mutazione, mostrata, nella sua realtà fisica e nel paesaggio, dove i frammenti singolari di storie umane che si disperdono e si reincontrano, fanno emergere con violenza, le contraddizioni della Storia. A capo della piccola banda sono Bin e la sua ragazza Quiao ( Zhao Tao, stella fissa in ogni film di Jia Zhangke), legati dall’amore e da un senso di giustizia e fratellanza che sarà messo a dura prova e costerà a Quiao lunghi anni di carcere. Il film segue con concentrata tensione, il venir meno delle illusioni e l’insorgenza della solitudine, anche attraverso l’uso sommesso e potente di lunghi piani sequenza, bagnati talvolta dalla pioggia. Treni, traghetti, partenze e ritorni, la visione sfuggente del progetto delle Tre Gole e di un vulcano, dove il paesaggio diventa visione sensibile e materializzazione potente e diretta dei sentimenti.

d.t.

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