Cannes 71. I nostri film (3)

Al centro di Sauvage di Camille Vidal-Naquet, un “ragazzo di vita” che si prostituisce per le strade e nei parchi di Strasburgo. Le sue giornate, gli incontri con i clienti, la droga, il sesso, i furti occasionali, le risse, la solitudine, formano il tessuto scabroso e crudo di un film che colpisce continuamente per la durezza di un corpo a corpo con una realtà difficile, che nonostante l’estrema degradazione, sa aprirsi a zone di inattesa tenerezza. Il corpo usato come merce non esclude il bisogno d’amore, ma la libertà della strada rimane il richiamo più forte. Carni e anime pulsanti,inquiete, scolpite da uno sguardo sorprendentemente libero e allo stesso tempo preciso,rigoroso, etico quanto più si accosta, con pudore e dolcezza, ma anche decisione, a sfiorare l’hard core. Una sorprendente opera prima, per noi un immediato coup de foudre.

d.t. a.p.

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