Archivi del mese: febbraio 2018

L’elogio della leggenda e la storia

Eastwood racconta la storia dell’attacco al treno Amsterdam-Parigi, invertendo il senso del tempo, ripartendo dagli anni in cui il protagonista era ancora un bambino con il suo amico di colore, e la tragedia era ancora nell’aria, come destino. Il racconto a ritroso non ferma il tempo, i ragazzi crescono, diventano uomini e il sapore dell’aria diventa ansioso, come se un alito di imprevisto riempisse la storia, ‘Come se’ il vento dovesse travolgere un’adolescenza cresciuta senza armi, vere o finte, solo con esercizi ginnici, anche violenti.
Eastwood punta sulla forza della favola, guarda con lo sguardo cinematografico, e il récit più che sulle parole si immerge nel filmico. ‘Racconta’ il paesaggio, la montagna, il cammino e lo ‘sguardo’ avventuroso dei suoi protagonisti come se ‘quel’ qualcosa dovesse accadere da un momento all’altro. E toglie il respiro, riempiendo le annotazioni di attese.

Estratto della riflessione di Edoardo Bruno sul film di Clint Eastwood, Ore 15:17 – Attacco al treno

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ci ha lasciato il grande regista Idrissa Ouedraogo

a.p.

da oggi, in sala, restaurato, in vo.sott.it

“Bande à part” di Jean-Luc Godard

Uccidere la guerra


[…] L’invisibile si rende visibile nella danza, nel canto, nel corpo d’una bambina e poi d’una adolescente, sulla terra, sulle colline, sugli alberi, tra le nuvole, tra le pecore che brucano, nelle capanne appena rischiarate dalla luce di qualche candela. Su un cavallo più grande di lei, accompagnata da uno zio che sembra provenire direttamente da Ma Loutte, Jeanne, pastora guerriera, si avvia lungo il greto d’un torrente, verso il destino che l’aspetta, per uccidere la guerra.

Il soprannaturale è esso stesso carnale
E l’albero si interra nelle profonde radici
La stessa eternità è nel terreno
E il tempo è un tempo senza tempo.
Péguy

Dalle riflessioni di Alessandro Cappabianca al film Jeannette, l’enfance de Jeanne d’Arc di Bruno Dumont. Da Filmcritica 681/682 (Gennaio/Febbraio)