Comincia oggi a Pesaro una nuova edizione “rosselliniana” della Mostra del Nuovo Cinema

Da stasera al 24 giugno, all’interno del ricco programma del festival, consultabile sul sito, un omaggio a Roberto Rossellini, in occasione del quarantennale della sua scomparsa. Proiezioni quotidiane, dibattiti e, ogni giorno, una “scheggia rosselliniana” a cura di Fulvio Baglivi. Ospite gradito il figlio Renzo. Segnaliamo l’ultimo giorno la presenza di due grandi registi come Ado Arrietta e João Botelho che introdurrà il suo ultimo lavoro dedicato a Manoel De Oliveira.

 

 

“(..) Ancora una volta mostrare significa ricostruire il tempo necessario degli accadimenti, scoprirne le radici e la loro ragione profonda, definire un sistema di lettura in cui i significati e i significanti acquistano una serie di varie valenze(..) Guardare per Rossellini non è limitarsi alla superficie delle cose, ma penetrare nell’oggetto, scomponendone il tessuto, apparentemente compatto per rilevarne le infinite particelle, che già sono il tessuto narrativo, la ragione di una loro interna discorsività. La narrazione procede così, dai fatti, sono i fatti che parlano nel loro ordine/disordine, in uno svelamento  che ha l’apparente evidenza della necessità, ma che è conseguenza di un procedimento più complesso, di scomposizione e ricostruzione totale del reale. Così la visione diventa ontologica, conoscenza e spiegazione di sè, mezzo di indagine e mezzo di apprendimento.

Lo sguardo è il modo più diretto per entrare in rapporto con l’ oggetto, in una dimensione ottica che ingloba il metafisico, in questa ricerca assoluta di uno spazio continuamente strappato all’ ignoto, al mistero, alla trascendenza.(..) Il cinema di Rossellini è il “più cinema” pensabile, lo strumento della visione che percepisce il profondo delle immagini, mostra le “storie”di tutte quelle particelle che costituiscono il tessuto apparentemente unitario nella totalità del discorso.(..) Il reale si dilata sino a divenire memoria, trasalimento, fantasia e luogo dove ritrovare il nostro essere politico per capire lo svolgimento dei fatti, entrare nelle pieghe delle nostre contraddizioni.(..) L’arte come mimèsi viene continuamente superata in una proposta non imitativa del vero. In tutto l’arco dei suoi film il dato reale è sempre preso come punto di partenza per una riappropriazione del concetto creativo capace, per trasposizioni continue, a fingere di essere quella realtà che per Rossellini sta oltre la soglia del già conosciuto(..)

Così Edoardo Bruno in un estratto dell’ introduzione che apre  “Roberto Rossellini, il cinema, la televisione, la storia, la critica”, il volume che raccoglie gli atti del convegno di studi sul cineasta svoltosi a Sanremo nei giorni dal 16 al 23 settembre 1978.

a.p.

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