su ‘Greed’

” (..) Lo stile realistico scava impietosamente nei visi, negli ambienti e dà una consistenza amara, squallida alla ‘felicità borghese’ ; l’ accurata rappresentazione dei personaggi coglie nei loro atteggiamenti qualcosa di più della ‘bonarietà, violenza, ambiguità e falsità’ (..) Così la parabola perde quel suo significato edificante, ognuno dei personaggi è un eroe negativo, un personaggio sgradevole che respinge ogni affettuosa partecipazione. La tragedia si fa cupa, si carica di significati allusivi, di polisensi, per distruggere la morale convenzionale che vuole in ogni storia una traccia di positività. Ma il discorso sulla società del denaro, sulla morale piccolo-borghese, sulla felicità fatta di cose sottaciute, sulla individuazione della sensualità come elemento dominante, parte da elementi usuali, raggiunge lo spettatore, è insomma significante e comunica una idea conoscitiva: il modo di riguardare criticamente, storicamente, la propria realtà”
(E.Bruno,estratto da opera citata nel post precedente)

a.p.

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