morte di un Professore

image Alla fine degli anni ’70, nelle aule di Magistero a Genova, guidati dal prof. Maurizio Del Ministro – scomparso il 20 febbraio scorso – ci appassionavamo ad esplorare le sequenze di Welles, Ejzenstejn, Murnau, Bergman, Resnais, Hitchcock e tanti altri. Il prof Del Ministro, preso insieme a noi dalla magnifica ossessione del cinema, ci mostrava con sensibilità e impegno come leggere e scoprire la bellezza di quel “paese in più che non è segnato sulle carte geografiche”. Sentiva il cinema come passione ermeneutica e insieme come oscura ossessione, le sue lezioni si affiancavano allo sfarfallìo della cinepresa (ben prima dell’uso abituale di videocassette, dvd, ecc), e all’uso sistematico e illuminante della moviola, sostando anche per giorni su una sola sequenza, ma senza mai perdere il contatto con il mondo o dimenticare l’importanza della politica.
Così, in quelle aule, capitava di discutere del mistero della luce di Murnau e del silenzio e della lontananza del cielo, della solitudine, nei film di Bergman, mentre si vivevano insieme i giorni tremendi del sequestro di Aldo Moro, e, anche grazie a quelle sue lezioni prolungate che prendevano interi pomeriggi, lasciandoci dentro un segno, si faceva lentamente strada in noi un’idea di cinema e di cultura continuamente guidata dalla passione e dall’incontro con la presenza del mondo. (Daniela Turco)

a.p.

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