i nostri film di tendenza ( 2 )

‘ L’ aquarium et la nation  ‘ di J-M Straub

” Nell’ultimo film di Jean-Marie Straub, nel piccolo acquario in cui passano e ripassano pesci rossi e dorati, flessuosi come i loro colori, abbagliati dalla luce che li illumina, un’ombra incalza gli interrogativi proposti; e nel deserto immaginifico lo sguardo si perde nel buio dell’ombra di una figura che si interpone tra lo sguardo e l’acquario, (dentro l’acquario o di fronte?), in un gioco di messinscena che intriga, referente altro, con una piccola mdp appena visibile, di un discorso a latere, denso di riflessioni, fuori e dentro, connaturate ed estranee. L’occhio guarda il ‘guardato’ e, guardando, introduce lo sguardo di un altro, che ci aiuta a ‘guardare’. Ma questo altro è l’autore, è Straub, anche lui sorpreso a ‘guardate’ come noi spettatori e a seguire il periplo, sempre identico, dell’acquario, uguale a se stesso, invito alla stagnazione del pensiero, nelle ultime immagini afferrato dalle note di Haydn, di uno dei suoi prodigiosi quartetti. Non ho una cultura musicale capace di ricordare l’opera, ma ho il senso per carpire il raptus di un pensiero metafisico, che coniuga immagine e politica. Girare in uno spazio liquido trasparente, come metafora e radiografia di un tracciato quotidiano e saldarsi alla lettura di alcune pagine de Les Noyers de l’Altenburg, prima parte salvata di La Lutte avec l’Ange, di André Malraux, tra nascita e morte e l’idea del doppio come il doppio di sé, lette da uno psicanalista junghiano, Aimé Agnel, è un atto, meglio un salto politico, un colpo di fuga. “Non è facile per il pesce vedere la propria immagine”, recita una citazione, passando, in un imprevisto montaggio, dal colore al bianco e nero de La Marsigliese di Jean Renoir: passaggio al nuovo Stato e imbarazzo dell’introduzione del nuovo, entrambi brechtianamente difficili, in un mondo, ancora profondamente contadino”

( E. Bruno, ‘ Il mistero dell’ ombra’ , pubblicato nel n. 661/662. Da leggere anche sul sito, nella sezione ‘ film di tendenza ‘ lo scritto di A. Cappabianca. Nel prossimo numero della rivista una conversazione sul film curata da alcuni componenti della redazione )

a.p.

 

 

 

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