” Il nostro Deleuze” (2)

” (..) La finzione diegetica che attraversa i ‘Dialoghi con Leucò’ in ‘Dalla nube alla resistenza’ di Straub-Huillet

con violenza e con rabbia (Ippoloco : ‘Ma quel mondo è passato’) si arresta raccogliendosi in una zona di riflessione e di attesa, ferma come una roccia. E in Deleuze, alla domanda ‘ Qu’ est ce qu’ un plan straubien?’ si risponde : ‘chez Straub, c’ est la roche’. Che è lo stesso punto di arrivo di un’ estetica materialista da noi inseguita, saltando i complessi risvolti di una analisi semiotica. D’ altra parte l’ intuizione di Deleuze che ‘percepire’ ‘c’est savoir’, cioè, immaginare, ricordare, essere ‘une perception de perception’, un qualcosa che coinvolge memoria e sapere, (Image-temps) conforta il nostro ‘ ritorno all’immagine’, ossia all’ atto corrispondente della percezione, che non cerca di convertire il vuoto in pieno, in una nuova Analitica dell’ immagine.(..) Con Deleuze eravamo sullo stesso piano di lettura, con chi ancora in Italia, continuava a impoverire la matrice del neo-realismo, schiacciandola sul piano del solo contenuto sociale. Per noi era stata una battaglia ‘politica’ agganciare le esperienze formali sin da ‘ Ossessione’;

il discorso critico riguardava il ‘come’ guardare, mettendo assieme Rossellini, Hitchcock e Welles, che già la critica italiana metteva al bando, per il loro formalismo. Eravamo con Deleuze sulla stessa linea, passando attraverso altri percorsi, ma da un punto di vista del ‘ gusto’ la linea coincideva. Galvano della Volpe era il nostro filosofo! Filmare la parola, aprire un nuovo schermo all’ aria aperta, giostrando con i film nouvelles vagues e quelli americani, in concorso con i grandi prototipi dei film sovietici, era una linea d’ arrivo in cui, attraverso Pudovkin, Godard, Hawks, Rossellini, si poteva finalmente parlare di cinema e non soltanto di teorie; e rintracciare le linee di un comune convenire materialistico sulla precisione didattica di Rossellini che, come abbiamo anticipato, anche per Deleuze, nel suo ultimo film ‘Il Messia’

a( nel link il film intero)

‘ conjugue les paraboles comme acte de parole du Christ’, trasformandole in oggetti di legno, pale, ruote, arnesi di lavoro. Ancora una volta fondando filosoficamente un nuovo regime dell’ immagine.(..) (E. Bruno)

a.p.

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