Lynchiana ( 9 )

” Anche le superfici della casa con cui inizia ‘ The Straight Story ‘

nella campagna dello Yowa sono inquietanti e insicure; la mdp in carrello che avanza accarezzando queste mura in una rassicurante visione ‘ sembra ‘ nascondere una insidia, come se da un momento all’ altro quel corpo di donna disteso sul lettino nel prato, in quel silenzio improvvisamente interrotto, fosse un inganno. Ma la ‘ lente ‘ di Lynch che ingrandisce il dettaglio e penetra sin dentro i segni impercettibili, qui acquieta e questa sua ‘ semiotica ‘ dello sguardo, che lega la presentazione all’ espressione del dentro e il ‘ ritratto’ dell’ uomo alla sua moralità, capovolge solo apparentemente il sistema espressivo, lasciando intatte le figure stilistiche e legandosi di più a una partecipazione antropomorfica.

Si avverte nei gesti quotidiani, nella caduta improvvisa del vecchio Straight, nell’ affanno immediato degli altri, nel rischio di un viaggio solitario per incontrare il fratello malato ( più vecchio), una ramificazione di segni imprevisti, in cui la regolava oltre l’ enunciato in una ‘ suspence’ che si attua nell’ accadimento. Lo scrupolo con cui i dettagli, i movimenti e i gesti costruiscono il personaggio è regolato sul linguaggio e sul corpo, a sua volta determinati dalla voglia di parlare e dall’ epica del suo sguardo. Il paesaggio che dissolve nello spazio evoca una reiterazione continua e determina l’ ansia e l’ attesa; e anche i ricordi, disegnando nell’ aria la figura del bambino che rincorre la palla e lo sguardo doloroso della madre. Il principio analogico è inseparabile dal principio antropologico, entra nel disegno di un carattere: il viaggio attraverso l’ America sul taglia-erba, dallo Yowa al Wisconsin, è metafora di una conoscenza etnografica, di un’ epica del territorio, di un piacere ostinato e solitario che lo porta a ‘ scoprire’ un mondo fuori casa con il gusto di ‘ leggere’ un paesaggio umano attraverso volti, incontri, paure inesistenti.

Questo piacere, che potremmo chiamare negativo del sublime, costituisce la sorpresa di un’ America tollerante, che risolve i continui stati dia giacca e di paura in forme di inattesa positività, luogo, come negli altri suoi film, iscritto in un universo fintato, nelle forme perverse dei grandi silos, di abitazioni anonime, di larghe strade vuote, improvvisamente popolate e poi di nuovo solitarie, questa volta chiuso in un immaginario anche letterario (..) Un’ America metafisica, un Grande Spazio dove finalmente i due fratelli si ritrovano, sotto le stelle, come dentro un grande specchio, a sua volta metafora di una specularità esistenziale (..) ( E.Bruno )

a.p.

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