Lynchiana ( 1 )

‘ Lynch, procedimenti mentali ‘, estratto da ‘ Ritratti Autoritratti ‘ di E.Bruno

” Più specificatamente Lynch con ‘Eraserhead’

entra nel buio della mente, nelle pieghe di un orrore metafisico in cui si dilatano le allucinate visioni di un mondo chiuso in se stesso, con le luci ottuse di un espressionismo da camera. Gli interni si pongono come luoghi metafisici, dove il ferrigno rumore di macchinari invisibili, il continuo angoscioso suono del vento innescano meccanismi di memorie che lambiscono ricordi obsoleti, immaginari paesaggi di solitudine. In questo territorio remoto vivono i personaggi di una allucinazione contemporanea, ectoplasmi sublimi, spermatozoi ingranditi sino a divenire il lucido mostro urlante, che palpita e si decompone;

e creature al limite, come la donna-ballerina dei sogni e quella del pianerottolo, invitante seduzione notturna. Lynch scruta le finestre di una casa dalle finestre murate, penetra con lo sguardo oltre i radiatori per osservare i microrganismi di un reale sfatto, di un immaginario ai limiti di una citazione del surreale ( Magritte, Ruchter, Bunuel ), come se volesse smontare i meccanismi della percezione per penetrare negli attimi irripetibili degli accadimenti e scomporre la realtà oggettiva in tante emozioni, nella flagranza dell’ inavvertito, come pulsione maligna, liquame spermatico di un desiderio rimandato e perverso.

a.p.

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