i tre volumi di Gomes domani al Torino Film Festival

e venerdì prossimo, a inaugurare Filmmaker a Milano.

” (..) un film – costellazione ‘ As Mil e Uma Noites ‘ di Miguel Gomes, scandito in tre capitoli, per una durata complessiva che oltrepassa le sei ore, in cui un desiderio narrativo potenzialmente illimitato si intreccia ad un piacere di filmare evidente, che insegue irregolarmente la traccia delle ‘ Mille e una notte ‘ , usato come dispositivo ludico e sensuale e come sorprendente struttura a incastro, anche per raccontare trasversalmente la crisi portoghese, tra l’ agosto del 2013 e il luglio 2014, quando, in seguito alle misure imposte dalla Troika si era determinato un consistente impoverimento del paese (..) Miguel Gomes proviene dalla critica cinematografica ed è molto evidente, anche se il cinema che ha visto e ha amato non viene mai chiamato in causa apertamente, le citazioni esplicite non trovano alcuna sponda nel film. Invece il suo lavoro sembra insistere su una ricchezza molto più vasta e frammentata di ‘ contatti ‘ , voluti e casuali, appoggiandosi su un incrocio di sguardi, su una sorprendente polifonia di visioni. Si avverte uno sguardo critico continuamente messo al lavoro e in grado di far convivere Jean – Marie Straub  e Danielle Huillet con Randall Kleiser, Raoul Ruiz con Roberto Rossellini, Robert Bresson e Joaquin de Andrade, e molti altri, oltre, naturalmente, al rapporto unico e singolare con Jean- Luc Godard, evocato a più riprese (..) Il condominio che chiude il secondo capitolo del film, ‘ The Desolate One’ , con tutti i suoi abitanti, umani e animali, rappresenta uno degli snodi poetico-politici più intensi e cruciali di tutto il film.

Gomes ha girato nello stesso condominio di Santo Antonio de Cavaleiros, in cui tempo prima si era suicidata una coppia di anziani, e molte delle storie dei suoi residenti, sono state messe in scena dagli stessi protagonisti.Marx e Charles Darwin, heavy metal e swing, sono i fili leggeri e presenti che compongono la trama di un film- tappeto volante (..) a emergere è soprattutto la sconfinata bellezza di una molteplicità di storie interamente restituite al popolo, che ne è assoluto protagonista e cantore (..) Sono le storie abbaglianti, real/ meravigliose di un Portogallo resistente, mitico e attuale, si formano e si disfano come onde, potenti ed effimere, davanti ai nostri occhi , nelle case, nei cantieri, nelle spiagge  davanti al mare, filmate con partecipazione insieme a una meravigliosa noncuranza, di impronta rosselliniana. Miguel Gomes, filmando, fa risuonare con partecipazione e calore le storie del popolo portoghese, così come risuona il canto libero dei fringuelli alla fine del film, in una gara organizzata in aperta campagna, alla periferia di Lisbona, da una strana comunità che alleva gli uccelli, e ne registra il canto, organizzando competizioni fra loro. Il film si chiude con la durata potente di un camera – car che non sembra  finire mai che accompagna la marcia, scandita da un coro di bambini, di Chico Chapas, allevatore di uccelli, personaggio e attore, solido come una roccia, realtà e metafora di un Portogallo in crisi e in lotta permanente, per la sua luce e la sua bellezza.

( D. Turco, ‘ Racconti immorali’ , n.656/657 )

a.p.

 

 

 

 

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