Ciminiana ( 4 )

” Con ‘ L’ anno del dragone’ Cimino continua a lavorare intorno a una concettualità estrema della luce, la mdp avvolge i corpi e visi in ‘ un iperrealismo gelato e sfrenato’ come diceva Turroni ( G. Turroni, Americana, Bulzoni ) e avvolge il protagonista ( M.Rourke ) in questo divampare dei fuochi, i fuochi di Chinatown.La luce obbedisce a un concetto neo- espressionista, non ha i toni morti da obitorio ma deflagra in una ritrovata creatività, quasi in una atmosfera da film anni 50 ( ancora Fuller dei film ‘ minori’ ) dove i movimenti di macchina sono funzionali, mai solo decorativi, alla ricerca di soluzioni ritmiche di un montaggio che deflagra in un cinema estremamente codificato nelle sue linee di tensione diegetica”

“Il funerale con cui apre all’ inizio e che segue una festa barocca nelle strade del quartiere cinese, e il funerale con cui si chiude il film, sono la ripetizione di un motivo che sembra come sospeso, una ripetitività di gesti e di azioni, che accadono ‘ nello stesso ordine e nella stessa successione ( Nietzsche) quasi a definire questa idea del ritorno”

“Molti elementi si duplicano, si ripropongono in diverse sequenze – gli acquari infranti, l’ acqua che invade la scena, gli incontri, i dialoghi- sino a dare spessore e consistenza con la loro presenza ossessiva; e fissare uno stile e definire le affascinanti composizioni visive, le ardenti zone d’ ombra e di luce, i gelidi spazi dell’ appartamento di Tracy, le complicate e labirintiche stanze del sottosuolo della fabbrica di soia o le fantasmatiche visioni notturne sul ponte di Brooklin”

” La luce allucinante che avvolge le sequenze del funerale di Stanley come pure l’ intima nostalgia che circonda e isola  la sua casa, sono i segni formali di una scrittura densa di passione e di dolore che si raccordano con l’ universo stilistico di ‘ Deer  Hunter ‘ e di ‘ Heaven’ s Gate’ . Per Turroni la matrice di Cimino è soprattutto metropolitana, a torto non amava ‘ I cancelli del cielo’, amava invece alla follia questo film di città , sparpagliato per le vie di Chinatown ‘ avvolgente, sensuale come un serpente dipinto di seta (..) sogno sontuoso e dolente di bellezza formale e di gloria narrativa’ ” ( E.Bruno)

a.p.

 

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