Auguri al nostro grande amico Paul Vecchiali che oggi compie 85 anni

e che sta ultimando le riprese del suo nuovo film ‘ C’ est l’ amour’

” Paul Vecchiali, o della ‘ filosofia dell’ immaginazione’, un autoritratto vissuto come  un’ entrata in uno spazio chiuso, nella claustrofobia in un’ esasperata frontiera del dentro e, al tempo stesso, nella intimità, aperta alle improvvise amicizie, agli incontri, ai contatti. Una filosofia dell’ esperienza che costringe a rivisitare il privato, a spingersi sino all’ estremo in una dimensione dell’io, dove una serie di piccole spie lievitano un immaginario reificato, fatto di inquietudini, di sensazioni, di trasalimenti, dove l’ approccio all’ oblio e la distanza dell’ attesa si intrecciano dolorosamente (..) Il melodramma costituisce per Vecchiali quello che per Genet era la drammaturgia del circo, un universo chiuso, dove i fatti sono al limite della verosimiglianza e si costituiscono come incontro col destino, dove amore, tenerezza, anarchia ritornano con insistenza; e anche come forma chiusa in se stessa, come il circolo dell’ eterno ritorno, corso e ricorso di una ragione geometrica .’ La Machine ‘ ( 1977 ) e ‘ Corps à coeur’ ( 1979 ) accentuano i ritmi di questa scrittura che tende a coincidere con la ragione degli altri, con la comprensione verso il diverso e il suo diritto di essere e di amare, e con l’ amour fou che improvvisamente mette in discussione il realismo minuzioso in un delirio filmico”

” ‘ Femmes Femmes’ ( 1974) è la conferma: tutto giocato sul filo della finzione trasferisce nella rappresentazione l’ antico conflitto tra immaginazione e realtà (..) Le due donne protagoniste, i loro ricordi, i loro dolori, i loro entusiasmi, sono la favola amara di un sogno che ritrova il suo ‘ trascendente’ nella  metarealtà del linguaggio. Sono esse stesse la ‘ rappresentazione’ in una ascesi drammatica dove la parola enuncia la situazione e il cantato sottolinea questo stato di un reale che si finge reale. ‘ Pour vivre dans la véritè, jouez la comédie’ suona il distico di Camus premesso all’ inizio del film, che ‘ gioca’ il trucco della ribalta ‘ ribaltando’ i generi (la commedia, il noir ).Gli attori sono la marca semantica, una costante tra film e film per costruire un universo di immagini tranquillizzante, ma la loro ‘ normalità è deviante (..)”

” ‘L’ étrangleur’ (1970) è lo specchio oscuro, sdoppiamento del giorno e della notte, in una scrittura che ha l’ andamento di una scrittura automatica, in cui si perde lo stesso realismo (..)”

( E. Bruno, Ritratti Autoritratti, Bulzoni, 2006, pag. 130-131-132

Nell’ ultimo link, completo, in vo, ‘ En haut de marches ‘

a.p.

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