Un altro affettuoso saluto

Oliveira lit Film Critica

All’interno, le grandi scale, gli alti soffitti, le ombre inquietanti riflettono sugli specchi che fanno da cornice, immagini e suoni misteriosi, memorie del passato e al tempo stesso che affondano in una linearità cartesiana, apologo sul desiderio della protagonista, ossessionata dalla verginità. De Oliveira intreccia frasi sospese, parla dei Vangeli apocrifi, di ricchezze presunte, affronta parole che fanno pensare al vento, introducendo silenzi e moti improvvisi. E gioca con un surrealismo visivo che richiama nei modi il gesto futurista dell’inatteso.

(Edoardo Bruno, Filmcritica 559, A proposito di Espelho mágico)

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