stop the pounding heart

minervini

 

La pesantezza dei corpi, compreso quello di Sarah, è l’altra faccia della loro innocenza. Da questo punto di vista, non c’è sostanziale differenza tra Corpi umani e Corpi animali, tra i farmers e le capre che allevano – perfino tra i tori e chi li cavalca nei rodei. O meglio, la differenza si palesa forse solo alla fine, quando Sarah, non si sa bene perché, indossa uno splendido vestito bianco di foggia ottocentesca, col quale incede nel recinto degli animali, pieno di fango, e il fango non la sporca.

Di questo film  parlo nel n.640 di Filmcritica, ma segnalo anche la bellissima conversazione di Daniela Turco con Roberto Minervini nel n.639.

a.c.

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