Argomenti.

Ineludibilità di  Filmcritica

 

Se riguardo le antiche annate, il sapore acerbo dei primi numeri, il work in progress delle scelte e delle motivazioni con la messa in primo piano dell’ermeneutica, comprendo il rigore che la presenza di testimonials quali Della Volpe, Barbaro e Rossellini, ci  impegnava nel fare. E nell’essere.

Una rivista e un gruppo – band à part – come ci chiamava Lattuada, nel vuoto di una stagione critica, che in Italia, non sapeva guardare il cinema, la sua cultura, il suo linguaggio; e soprattutto, il suo pensiero. Da qui la ineludibilità ma anche la ineluttabilità di una rivista, almeno nel segno della durata. Un dovere, nell’Italia 1950, in un dopoguerra in cui ci si cominciava finalmente a parlare, a pensare, a riflettere, recuperando ciò che la cultura europea aveva seminato, nel  pensiero e nella filosofia. Un ‘dovere’, non lasciare morire una rivista, restando al suo fianco come un direttore d’orchestra e un appassionato ricercatore di scelte operative nel campo universitario, tra filosofi e semiologi. Ancora oggi, Filmcritica, ricca dei suoi più di sessanta anni di storia, reclama il diritto di esistere, con quasi cinquantamila contatti sul blog e grazie a un nuovo sito e una catena commerciale elettronica.

Senza andare lontano, basta guardare l’ultimo fascicolo uscito, per accorgersi della sua ineludibilità per  leggere la ‘poetica’ in autori come Reitz, Gitai, Qu e Fuller nelle conversazioni pubblicate o entrare  direttamente nelle pieghe della scrittura critica (Esposito) : ”Ripartire  dalla posizione enunciata pubblicamente da Julio Bressane ‘il cinema non è morto, è solo  scomparso’. per  dire che, se si prova a filmare questa zona di sparizione, che sia la chiarezza di un cinema a lungo sognato e ora apparentemente smarrito, o appunto solo sottaciuto, o che sia l’opportunità digitale, è possibile tuttavia riavvicinarsi a un nucleo vitale ancora non logorato e di incontrollata bellezza. Qualcosa di cui, una volta sfioratone il respiro, si può essere giustamente gelosi, come di un amore o come di un segreto a lungo custodito”. O ‘sognato’, e allora si pone la domanda, come dice Reitz: “Da dove vengono i sogni?” Sembra quasi che esistano nel mondo, prima ancora di sognarli. Mi sono occupato per tanto tempo del filosofo Leibniz, che  ha cercato per tutta la vita di mostrare una sua convinzione: che gli oggetti, le cose avessero un’anima. Attraverso la teoria delle monadi ha cercato di dimostrare tutto questo. Io ho, in qualche maniera, incorporato nel film questo modo ‘leibniziano’ di pensare. Mi ha sempre affascinato l’idea che gli oggetti fossero pensanti, e quindi che gli oggetti sognassero”.

Teoria e fantasia, gli estremi vanno intrecciati, esprimono la sensibilità moderna e contemporanea, vanno continuamente rivissuti con la tecnica dell’espressione. Come dice Gitai “Il piano sequenza ha un certo tipo di struttura ben precisa, e girare un intero film in piano sequenza richiede un lavoro ancora più strutturato anche se appare tutto molto calmo ed organico”.

La verifica, in estetica, è la ‘necessità’ che solo una rivista può fare,  la verifica giorno per giorno è l’atto di  militanza con la visione dei film che escono, con la ri-creazione di una interpretazione sempre nuova, con le motivazioni ‘essenziali’ nella lettura. che vuol dire appropriazione del testo: appunto sogno e fantasia.

filmcritica                                                                                                                                                                                                                                                                                                    e.b.

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: