ana arabia

 

ana arabia

 

Il vecchio Youssef, in Ana Arabia, racconta alla giornalista israeliana la storia di Antar, eroe e poeta arabo, schiavo di pelle nera, che per amore di una donna (una principessa?) comunque appartenente all’etnia dei suoi padroni, combatté valorosamente in difesa di lei contro orde di nemici, diventando un eroe popolare arabo (tipo il vostro Sansone, precisa Youssef alla giornalista). Poi fa l’elogio dell’ospitalità, predicando la religione dell’accoglienza nella propria casa anche di chi ti è nemico – ma la giornalista viene sempre tenuta fuori, in strada (salvo che per pochi minuti, verso la fine) e sempre lasciata in piedi (Roberto Silvestri, nell’ottimo blog Ciotta/Silvestri,  ha parlato spiritosamente del mistero della sedia mancante).

a. c.       (continua su Filmcritica 637-638)

 

 

 

 

 

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