Monthly Archives: dicembre 2012

ADDIO PAULO ROCHA

Se ne va un grandissimo, a lungo nostro compagno di viaggio. Nei prossimi giorni pubblicheremo estratti da alcune conversazioni di “Filmcritica” con questo cineasta immenso che purtroppo ci ha lasciati. Ciao Paulo.

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IL PRIMO FILM DI ROBERT ZEMECKIS

In attesa dell’ultimo…

 

l.e.

e noi paul

abbiamo ancora del tempo?

 

 

a.p.

 

 

 

 

il nostro film delle feste?

buon anno a noi e a voi, che ci seguite, che fate con noi un pezzo di strada, e in particolare a voi che vi abbonerete alla rivista affinché continui a vivere

 

 

a.p.

I don’t speak very good I dance better

Notevole documentario di Maged El Mahedy, un cineasta egiziano che vive in Italia. Presentato al TFF, io l’ho visto al Festival di Sulmona.

a.c.

i colori del set

 

a.p.

ha bisogno spielberg dei nostri auguri

di compleanno? noi con lui, col suo primo moto a luogo, integrale, e con un estratto di always, continuiamo a ricordare il compagno di strada Giuseppe Turroni che sulle pagine della nostra rivista, da lui peraltro  ( ri )fondata, era riuscito, come sempre, con la sua scrittura , la sua sapienza e la sua bruciante visionarietà, a leggere e far risentire, per sempre e come non mai, oltre il momento della visione, uno dei tanti capolavori in volo di spielberg

 

 

a.p.

italianamerican, roberto minervini

una nostra scoperta quasi esclusiva, a venezia, nel silenzio pressochè generale della critica, anche di quella più di tendenza, salvo rarissime eccezioni

 

 

 

 

di seguito un estratto dell’intervista, da me curata insieme a daniela turco, pubblicata nell’ultimo numero  della rivista:

”..Per quanto riguarda la mia formazione, si parte da molto lontano, proprio perché provengo da una famiglia di squattrinati, che però si cimentava nel mondo dell’arte, e io da sempre ho sognato di fare il critico cinematografico, anche perché mi sembrava di essere troppo timido per passare al di là della macchina da presa, come facevano invece i miei genitori, che erano attori di teatro, e che oltretutto erano sempre senza soldi, ci tengo a sottolinearlo, perché quell’aspetto ha influenzato molto il mio percorso, come del resto avrete letto. Ci ho messo trentadue anni prima di potermi permettere di diventare un artista, e una cosa che non ho mai precisato abbastanza è che ho potuto prendere coraggio grazie all’11 settembre, anche se mi dispiace dirlo. Avevo un lavoro a Manhattan, l’ho perso quattro giorni dopo l’attentato alle torri, di cui sono stato una vittima indiretta, tanto è vero che mi hanno dato diciotto mesi di stipendio, come a tutte le altre vittime dell’attentato, e lì ho capito che dovevo seguire quello che sentivo dentro di me..

Che lavoro faceva?

Ero un consulente aziendale, non ero particolarmente bravo a farlo, non c’era passione in quello che facevo. In Italia ci si riusciva ad andare al lavoro e magari passare delle ore su Internet, in America, assolutamente non è ( era? ) possibile. E’ una sofferenza. Poi però è arrivato quel momento che ci ha cambiato la vita, e sono arrivati tutti quei soldi, e grazie ad essi ho potuto finire il mio master in due anni, e lì la mia vita è cambiata, finalmente ero riuscito a coronare il sogno di una vita, è questo è accaduto solo dieci anni fa, sono solo otto anni infatti che faccio film, ci sono arrivato tardi, ma meglio così, ci sono arrivato convinto della scelta che avevo fatto, avendo già affrontato moltissime paure..

Ha girato anche dei cortometraggi, vero?

Sì, sì, ne ho fatti tanti, alcuni sono andati bene, altri sono rimasti nel cassetto, ho fatto dei video musicali, ho fatto dei documentari, alcuni a scopo di beneficenza, su alcuni bambini in una zona del Laos dove gli americani lanciavano le bombe per alleggerire gli aerei ma non sono mai stato né particolarmente bravo, né interessato a vendere i miei film, me li sono sempre fatti tutti da solo, molto contento dell’esperienza di vita che facevo, finchè poi qualcuno mi ha detto: “ Ma al di là dell’esperienza di vita, perché non ci provi, perché non provi a condividerla? ” .. e così, alla fine, ci ho provato, e, timidamente, eccomi qua, dove ci sono perfino delle persone interessate ai miei film, e quindi.. posso dire che ce ne ho messo di tempo..
(…) Non so dire ad esempio se ho uno stile, anzi, forse uno stile allora proprio non ce l’avevo, sono sempre stato molto istintivo. Uno dei miei primi cortometraggi, chiamato Vodoo Doll, raccontava la storia di un bambino che girava con una maschera sul volto, perché aveva subito delle violenze e degli abusi e annullava così la sua personalità, era una specie di Elephant man bambino, per scelta, protetto da una maschera. ..

a.p.

il vero racconto

pasolini e lotta continua

a.p.

auguri a un caro amico di filmcritica

che oggi compie 104 anni

 

 

 

 

a.p.