Monthly Archives: novembre 2012

“FILMCRITICA” N. 629

In uscita il nuovo numero di Filmcritica:

 

– La nuova serie tv di Werner Herzog: Death Row (anche in copertina)

– Una rilettura del capolavoro di Manoel de Oliveira: Os Canibais

– Film di tendenza: Io e te di Bernardo Bertolucci, Bella addormentata di Marco Bellocchio

– Festival: Le Giornate del Cinema Muto 2012

– Conversazioni: Roberto Minervini e Valeria Sarmiento

 

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in onore di erice: lifeline.

a.c.

IMPEGNO E MILITANZA

Un film essenziale Centro historico diretto da quattro autori Kaurismaki,  Pedro Costa, Manoel de Oliveira e Victor Erice, ha aperto la manifestazione delle anteprime romane. L’episodio di Victor Erice Vidros partidos, il più straordinario, si addentra nello sguardo dell’occhio che modifica  il rapporto oggetto-visione, nella luce e  nella concretezza dello spazio e del tempo. ‘Vede’ nella fotografia-ricordo di un gruppo di operai di quella che è stata la più grande industria tessile d’Europa in Portogallo, il prisma  attraverso il quale rivedere una intensa esperienza di lavoro e di vita, rassegnazione e speranza della classe operaia alla fine del secolo scorso. Momenti di attesa e di delusione di una generazione  che metteva l’accento sulle ineguaglianze sociali ed economiche, pensiero filosofico (Jurgen Habermas) sulla necessità di cambiare, in urto con la realtà del  quotidiano, per la  sopravvivenza.

Erice  sovrappone ai volti fotografici, che lo sguardo dell’atto creativo fa fuoriuscire,  immobili nella  rassegnazione, le voci e gli sguardi di donne e di uomini ripresi in  forti interviste, in una sorta di dialogo filosofico sulla nozione del riconoscimento e del quotidiano.  Nelle domande  e nelle risposte si intravedono pensiero e sociologia, problemi della famiglia e, parole straordinarie di una donna alla ricerca di una differenza, tra felicità e allegria. Di una donna  lavoratrice, maturata negli anni ma presente nel raffrontarsi al suo tempo, al di là dei ‘buoni sentimenti’ che conferma come la pratica non deve essere in décalage con gli ideali, pur nella realtà di una vita dissociata e violenta.Vetri rotti  si chiude come  una ballata, sul suono di una armonica, una storia popolare, in cui agganciare il reale e la teoria, impegno  filosofico e militanza.

e.b.

Victor Erice sul set di Centro Historico

muratova – verhoeven

Muratova- “Eterno ritorno”. Verhoeven- “Steekspel”. Due tentativi diversi di superare la forma-film. Muratova la mette in crisi senza ricomporla, basandosi sui provini e lasciando che trascinino il film fino alla sua eventuale impossibilità (chi finanzierebbe un film del genere?); Veroheven si lascia investire da centinaia di proposte, poi ne estrae una quintessenza di soave cattiveria.

a.c.

FESTIVAL DI ROMA: “O BATUQUE DOS ASTROS” di JULIO BRESSANE

O Batuque dos Astros. Grande film di Julio Bressane a partire da Fernando Pessoa, visto come un inventore del cinema, cioè della “molteplicità compattata nel sentire dell’istante”.

FESTIVAL DI ROMA: “IXJANA” di Jozef e Michal Skolimowski

Altro esempio di cinema che sembra giungere dal passato, come una lingua che risorge, per rischiarare il presente.

 

Ixjana dei fratelli Skolimowski

 

FESTIVAL DI ROMA: “BULLET TO THE HEAD” di WALTER HILL

Finalmente la boccata d’ossigeno di un po’ di ‘old school’, un cinema che non si fa più perchè troppo cinematografico… corpi veri, voci vere, pallottole…

 

FESTIVAL DI ROMA: “EN ENFANT DE TOI” di JACQUES DOILLON

Corpo a corpo: ancora e sempre Jacques Doillon

 

FESTIVAL DI ROMA: KIRA MURATOVA e JOHNNIE TO

Due film mirabili, due capolavori sulla scrittura che si articola e disarticola davanti ai nostri occhi come una folla di varianti fantasma: e i due cineasti osservano tutto da distanze siderali.

 

Eterno ritorno di Kira Muratova

Drug War di Johnnie To

FESTIVAL DI ROMA: “AVANTI POPOLO” di MICHAEL WAHRMANN

Autentica sorpresa dal Brasile, Avanti popolo di Michael Wahrmann: una voce dall’al di là.