io e te – la tentazione di non-esistere

Impressionante la somiglianza di Jacopo Olmo Antinori (Lorenzo) con il Malcolm McDowell del Bacio della pantera di Schrader. Notevole che anche nella vita di questo personaggio irrompesse una sorella (per quanto più ingenua). Ai due fratellastri di Bertolucci, rispetto a quelli di Schrader, manca solo la pantera, il che certo non è poco – altre sono le metamorfosi cui Lorenzo mostra di aspirare: trasformarsi in un armadillo, in perenne corsa circolare, o in un cane di porcellana – oppure identificarsi in una ben ordinata colonia di formiche. Coazione a ripetere, aspirazione a fissarsi nell’immobilità. O addirittura a scomparire. Per Lorenzo, per la sua intrinseca fragilità, le pantere sono gli altri. Le sbarre alle finestre della cantina in cui si rinchiude, hanno funzione auto-protettiva: le belve sono fuori.

Si può tentare di non-esistere, cancellare le tracce della propria consistenza fisica, ridursi a spirito, spettro invisibile, pura voce da un cellulare?

(continua su Filmcritica)

a.c.

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