kitano a venezia

Outrage Beyond (Kitano): il cinema come macchina per uccidere, che ha solo bisogno di essere messa in moto. Otomo, il vecchio yakuza, si vendica di uno dei suoi nemici senza toccarlo, senza sparargli, ponendolo come bersaglio di un dispositivo automatico di palle da baseball, che lo colpiranno con violenza centinaia di volte, fracassandogli la testa, senza intervento di mano umana. Si insegue per tutto il film un’astratta geometria di morte, elargita quasi nell’indifferenza – una morte/game, uno sterminio di pupazzi elettronici, tutti ugualmente vestiti di nero, tutti equivalenti, appartengano al clan Sanno, al clan Hanabishi o siano poliziotti corrotti. Di fronte alla lugubre burocrazia del crimine organizzato, e dei suoi più o meno interessati fiancheggiatori, non vale altro che la malinconia del volto segnato di Takeshi, spietato quasi contro voglia, assieme alla fragilità di un’amicizia precaria, che resiste malgrado tutto.

a.c.

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