VENEZIA 2012: VEDERE UN ALTRO ORIZZONTE ovvero IL FALLIMENTO DI UN FESTIVAL

Che si sia da una parte o dall’altra, è un segno dei tempi che venga quasi unanimemente preferito l’acting ondivago e di noiosa pressione contenutista (con pure la mal celata intenzione di risolversi opaco) di Paul Thomas Anderson, all’immagine in abisso, insieme spalancata e sottratta a se stessa, in cerca d’assoluto e smarrita nell’evidenza perturbante dell’ellisse (ma se la ricerca dell’accecamento è trasparente, lo è un po’ meno, a chi si fermi in superficie, l’avverarsi di uno spazio interno in diretto contatto con l’invisibile) di Terrence Malick. Evidentemente il corpo lavorato così frontalmente da divenire inerte (che ingenuità il 70mm per i primi piani, con la partita già chiusa dal Kubrick di 2001, che puntava oltre l’infinito…) è meno disturbante del lavoro sul corpo sterminato dell’immagine: è nel secondo caso infatti che si è coscienti di ciò che verrà sempre a mancare, anima smarrita dopo anima smarrita (vedi anche Godard).

Non è così anche ai festival del cinema? Si è molto in mostra e si vede ben poco. Si finge di non sapere che il ritorno ossessivo sulla materia che ci appassiona, lungi dall’essere mancanza di idee o manierismo, è perché non si può smettere di plasmarla (come non si smette di riscrivere, di rivedere ecc.). Se ‘ne change rien’, ebbene tutto è differente. Anzi, quando invece, come è avvenuto quest’anno a Venezia, si dichiara di voler mutare orizzonti (compresa la sezione omonima, Orizzonti, che per sua fortuna, con un giurato come Amir Naderi, è stata costretta a premiare il magnifico Three Sisters di Wang Bing; mentre è francamente sconcertante la piega a-filmica presa da Giornate degli Autori), ci si dimentica che proprio dove li si vorrebbe plurali, fissarli non è mai mero atto di contemplazione, ma tracollo dell’essere verso il fondo, oltre la linea del cielo, col coraggio e la malinconia dello scavalcamento. Non ci sono orizzonti, c’è l’avventura, bella perché insoluta, e spesso disattesa, del vedere un altro orizzonte (vedi anche Rohmer e l’atomica sottilissima del raggio verde).

Da un lato viene preferita la narratività fiacca e parasociologica di un fantomatico cinemino di qualità, dall’altro si cavalca l’occhio timoroso e già internazionalmente pre-confezionato di una sorta di cinema d’autore da festival (è il caso purtroppo della giovane argentina Jazmin Lopez con Leones o dell’impresentabile Tango Libre di Fonteyne). Troppo alto il rischio di uno sguardo flagrante e irregolare? Troppo azzardata la dispersione che attende o prelude alla concentrazione massima? Perché si rifugge con forza il punto di vista inconcepibile e incommensurabile, ma anche quello viscerale, contundente, conflittuale (non solo Malick e de Oliveira, ma anche Kitano, Wakamatsu, De Palma)? Davvero è solo una questione di appiattimento dovuto ai supporti digitali? Inutile anche rimarcare la scelta soporifera del taglio al numero di film, visto che a venire a mancare sono le immagini stesse, cioè la materia che brucia o dovrebbe bruciare (solo un problema selettivo o riflesso automatico del progetto politico intorpidente che attanaglia l’Italia?).

Ecco allora che, al di là dell’essere italiano proveniente dal Texas, è giusto segnalare, in questa selezione mediocre e senza costrutto, un film come Low Tide di Roberto Minervini – 35mm, budget minimo e troupe tecnica dei Dardenne: insperata anomalia. Esempio di semplicità e trasparenza della prospettiva scelta, a mezz’aria e in continuo elettrico aggiustamento, improvvisato e sezionato sul corpo recalcitrante e saggiamente rabbioso del giovane protagonista, cercando nella collisione ininterrotta l’intervento di uno spazio inatteso. Che arriva alla fine, sul mare in burrasca, nell’abbraccio luminoso fra madre e figlio.

l.e.

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: