CINEMA AMERICANO: BRAD BIRD E TOM CRUISE

Nella tradizione di Filmcritica, sempre attenta a quella flagranza misteriosa che unisce avanguardia e popolarità, segnaliamo l’importanza dell’ultimo Mission: Impossible – Ghost Protocol (sul quale torneremo più a lungo), film sospeso e sorpreso, rallentato e malinconico, una macchina celibe e ombrosa e non detta (tanto quanto De Palma era magnifico punto cieco e Woo iperteorico e Abrams ipertelevisivo) frutto non casuale della collaborazione fra un membro della squadra Pixar (Bird) e il sempre più stupefacente Tom Cruise, il cui sguardo (davvero wide/shut) si eleva, come una stella lontana ma luminosissima, su tutto il film.

 

 

 

l.e.

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Commenti

  • michele  On gennaio 29, 2012 at 9:26 pm

    Mission Impossible – Ghost Protocol è un meraviglioso film sulla friabilità arenosa dell’immagine e del cinema, con quel volo sulle dune del deserto che anticipa la tempesta di sabbia (che tu qui riproponi. Intenso rivedere). L’immagine si dissolve senza timore di svelare tutta la sua fragilità e si adombra malinconicamente scoprendosi come finitezza; mentre lo guardavo, avevo, sempre più, l’impressione di uno sguardo classico. Arabesco. Arabesque. Senza maschere e in cui le “arterie digitali” che aiutano gli occhi non dissolvono la magia.

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