fantasie sul 3D

 

L’avvento del 3D, o meglio, il perfezionamento delle sue possibilità spettacolari meno ovvie, induce a proiettare strani riverberi (indubbiamente illegittimi) sulla storia stessa del cinema. Vedendo la scena di “Twixt” in cui il protagonista si trova intrappolato negli infernali congegni dell’orologio sul campanile dai sette quadranti, o l’anticipazione di Hugo Cabret alle prese con l’orologio della stazione di Montparnasse (cfr. il post del dialogo Cameron/Scorsese), non resisto alla tentazione di immaginare come sarebbe stata p. e. la sequenza di Orson Welles infilzato dall’angelo vendicatore in cima al campanile dello “Straniero”… E in generale: tutti i grandi registi della profondità di campo, non prefiguravano forse la tecnica del 3D, anticipandone il sogno?

a.c.

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