Monthly Archives: dicembre 2011

DAVID FINCHER/IMMIGRANT SONG

In attesa del nuovo film di David Fincher (The Girl With the Dragon Tatoo), ecco il sorprendente videoclip/trailer (cover dei Led Zeppelin) firmato Karen O e Trent Reznor su immagini (quasi tsukamotiane) di Fincher.

 

 

 

 

l.e.

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il nostro natale

Mi chiedo, non retoricamente, se oggi, o domani, qualche regista potrebbe fare, o farà , un film così estremisticamente realista, un film  così terminale da sembrare un esordio . L’estremo oggi dilaga dentro e fuori le reti, i parlamenti, gli schermi,i governi, i fondi monetari le banche, i mercati, le sempre più alte bassissime definizioni, ed è  disseminato ovunque, si confonde con l’osceno, dando luogo ad un immaginario  esangue, se non addirittura privo di immagini e senso, un totalitarismo  dal volto tecnoumano dove persino il  pianto  accompagna  o si fa ,in diretta, parola d’ordine. Ci manca Pasolini.Ci mancano vite corpi carni sguardi scritture autenticamente estreme e antagoniste, non autoreferenziali, capaci veramente di rischiare e ‘dare la vita’ per la vita, la  verità, l’immagine, e che sappiano, magari sadianamente, pregare ancora col cinema..auguri

a.p.

FILMCRITICA N. 620

Nuovo numero di Filmcritica, dicembre 2011

All’interno:

– Inedito di Serge Daney

– I nuovi film di Jean-Marie Straub e Steven Spielberg.

– Approfondimenti sui recenti Sokurov, Cronenberg, Wenders

– … e altri percorsi alchemici

 

 

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fantasie sul 3D

 

L’avvento del 3D, o meglio, il perfezionamento delle sue possibilità spettacolari meno ovvie, induce a proiettare strani riverberi (indubbiamente illegittimi) sulla storia stessa del cinema. Vedendo la scena di “Twixt” in cui il protagonista si trova intrappolato negli infernali congegni dell’orologio sul campanile dai sette quadranti, o l’anticipazione di Hugo Cabret alle prese con l’orologio della stazione di Montparnasse (cfr. il post del dialogo Cameron/Scorsese), non resisto alla tentazione di immaginare come sarebbe stata p. e. la sequenza di Orson Welles infilzato dall’angelo vendicatore in cima al campanile dello “Straniero”… E in generale: tutti i grandi registi della profondità di campo, non prefiguravano forse la tecnica del 3D, anticipandone il sogno?

a.c.

PRIMO PIANO

Videoclip d’addio dei R.E.M.: il primo piano fisso di Kirsten Dunst.

l.e.

1 2 3D: DIALOGO FRA JAMES CAMERON E MARTIN SCORSESE

Avremo modo di riparlarne, ma intanto notiamo in questo confronto fra Cameron e Scorsese, che mentre il primo insiste sulla composizione dell’immagine e sugli intarsi scenografici e fotografici, il secondo vede nel 3D soprattutto una nuova immaginazione narrativa.

a.p., l.e.

Architetture della memoria

 

 

A Torino, nei sotterranei della Mole Antonelliana, vista una bella istallazione di Amos Gitai, dedicata al padre Munio, architetto del Bauhaus, perseguitato dal nazismo e poi rifugiato in Israele. Da vedere: bella l’istallazione, suggestivo l’ambiente.

a.c.

auguri manoel

a.p.

HOMELAND

Quello che è davvero e sempre più stupefacente nelle serie tv americane è la capacità – un incontro sublime di classicità hollywoodiana e di letteratura sperimentale – di trasformare il presente in Storia, ma come se fosse una realtà ambigua, tutta da decifrare e che quindi fa la Narrazione della realtà stessa.

I serial sono l’unica arte realista dei questi giorni. Sono il nuovo neorealismo.

Ci torneremo, ma intanto, a riprova di ciò, indichiamo subito il più bel film americano del 2011:

la serie tv Homeland di Howard Gordon, Alex Gansa, Gideon Raff

 

 

 

l.e.

QUANDO MI AMERAI?

Già nel 1976 col suo film più importante e incompreso, A Agonia, Julio Bressane cominciava con le parole di questa ballata popolare brasiliana:

Ho trovato delle belle frasi che ho imparato già a memoria per quando ti incontrerò! Come ti chiami? Quando mi amerai? Dove andiamo a vivere?

 

Poi, ventisette anni dopo (2003), ecco Filme de Amor

 

 

 

 

l.e.