UNIVERSO DE MYA

Segnalazione per un cortometraggio, Universo de Mya (passato di recente a Capalbio 2011) del portoghese Miguel Clara Vasconcelos.

Breve lavoro sorprendente, non in quanto cortometraggio, ma per flagranza del corpo e senso mutante dell’immagine.

Segnalazione doverosa visto che nei titoli di coda spicca il ringraziamento a quel Vitor Gonçalves, grandissimo e appartato regista lusitano, autore di un solo film, capolavoro datato 1986, Uma Rapariga no Verão (amatissimo da Manoel de Oliveira e Paulo Rocha) e che da allora insegna cinema (Vasconcelos è un suo discepolo), anche se si vocifera di un nuovo film che sarebbe finalmente pronto.

Filmcritica si è occupata a fondo di Vitor Gonçalves con una conversazione pubblicata sul numero 504, aprile 2000 (“Stati di mutamento”, a cura di l.e.)

Lì, fra le altre cose, Gonçalves dichiarava:

“Bisogna cogliere nel materiale filmato ciò che non si è riusciti ad esprimere durante le riprese e cercare di dargli una forma, una nuova realtà. Il montaggio è come un lutto, ma in ogni lutto c’è un segno di vita, la possibilità di una rinascita. Insomma, il cinema non è una forma rigida, è sempre il risultato di un processo, della dinamica e della dialettica costante delle forme”

oppure:

“A me interessa filmare lo spazio dell’occhio, il posizionamento dello sguardo, perchè è in questa zona che lavorano il pensiero e la fantasia dello spettatore”

 

 

l.e.

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