Monthly Archives: novembre 2011

VITTORIO DE SETA (1923-2011)

Omaggio al regista appena scomparso.

 

 

 

l.e.

the turin horse

Si può dire che pensasse Nietzsche, una volta caduto in quella quieta follia dopo l’episodio del cavallo di Torino (3 febbraio 1889)? A cosa pensava? Come pensava? Soprattutto, si può ancora utilizzare il termine “pensiero” per indicare il pensiero d’un pazzo, un pensiero che gli sfugge da tutte le parti, che lo eccede, sul quale non ha più alcun controllo? (Carmelo Bene lo chiamava “depensamento”, sulla scia di Bataille. Stesso problema di Artaud).

Stando al film di Béla Tarr, l’abbraccio del cavallo a Torino non sarebbe stata la prima manifestazione della pazzia di Nietzsche, ma l’ultimo atto savio d’un uomo che presentiva l’arrivo della pazzia: un passaggio di consegne, una trasmissione del testimone. Come se, da allora in poi, non si potesse più pensare se non per tramite di un animale, non un animale-filosofo da favola, tuttavia, non un animale parlante, e neppure un animale che ci ponga il problema di interpretare il suo enigmatico mutismo. E’ come se di questo silenzio non ci restasse che prendere atto, come dell’improvviso silenzio dei tarli, che hanno smesso di rodere le travi in legno della casa degli Ohlsdorfer.

a.c.

(continua su Filmcritica)

la narrazione esiste, la Storia forse no

a.p.

FILMCRITICA N. 619

Come promesso siamo tutti ancora qui, più battaglieri che mai.

Ecco il nuovo numero.

 

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DAVID LYNCH: UN CORTOMETRAGGIO

Come già per Godard con Une catastrophe la Viennale commissiona il trailer di lancio del festival. Nel 2011 tocca a David Lynch con The 3 Rs.

NICHOLAS RAY – “THE JANITOR” (1974)

Che cos’è importante per un essere umano? Sapere chi o perchè esiste, o non saperlo, non esserne consapevole. Io so chi sono. Sono il miglior diavolo di regista del mondo, e non ho mai fatto un film del tutto riuscito. Il cinema è una donna che non si può accendere o spegnere, e un giorno se ne va via lo stesso.

Nicholas Ray

l.e.

MUSICA E IMMAGINI DAVID LYNCH (?) [2]

 

 

 

 

 

l.e.

MUSICA E IMMAGINI DAVID LYNCH (?) [1]

 

 

 

 

l.e.

ALLORA C’E’ SOLO LA LOTTA

Un film da recuperare: Il terrorista di Gianfranco De Bosio (1963)

 

 

 

l.e.

UNIVERSO DE MYA

Segnalazione per un cortometraggio, Universo de Mya (passato di recente a Capalbio 2011) del portoghese Miguel Clara Vasconcelos.

Breve lavoro sorprendente, non in quanto cortometraggio, ma per flagranza del corpo e senso mutante dell’immagine.

Segnalazione doverosa visto che nei titoli di coda spicca il ringraziamento a quel Vitor Gonçalves, grandissimo e appartato regista lusitano, autore di un solo film, capolavoro datato 1986, Uma Rapariga no Verão (amatissimo da Manoel de Oliveira e Paulo Rocha) e che da allora insegna cinema (Vasconcelos è un suo discepolo), anche se si vocifera di un nuovo film che sarebbe finalmente pronto.

Filmcritica si è occupata a fondo di Vitor Gonçalves con una conversazione pubblicata sul numero 504, aprile 2000 (“Stati di mutamento”, a cura di l.e.)

Lì, fra le altre cose, Gonçalves dichiarava:

“Bisogna cogliere nel materiale filmato ciò che non si è riusciti ad esprimere durante le riprese e cercare di dargli una forma, una nuova realtà. Il montaggio è come un lutto, ma in ogni lutto c’è un segno di vita, la possibilità di una rinascita. Insomma, il cinema non è una forma rigida, è sempre il risultato di un processo, della dinamica e della dialettica costante delle forme”

oppure:

“A me interessa filmare lo spazio dell’occhio, il posizionamento dello sguardo, perchè è in questa zona che lavorano il pensiero e la fantasia dello spettatore”

 

 

l.e.