gamin au velo

Il ragazzo con la bicicletta potrebbe anche essere letto come un saggio cinematografico sulla natura del lieto fine. In quanto tale, è stato oggetto di equivoci (qualcuno ha perfino accusato i Dardenne di aver tradito il loro rigore), come se la gioiosa sequenza finale di Samantha e Cyril che girano in bicicletta per una campagna idilliaca, andasse davvero da sé. 

In realtà, secondo la logica della storia, Cyril dovrebbe essere morto, in seguito a quella caduta dall’Albero (della Vita?) che è solo l’ultima delle tante cadute (dalla bici, dai muri, dal letto…) di cui il film è costellato.

Forse le biciclette sulla quali partono Cyril e Samantha non sono davvero biciclette: sono due veicoli di sogno, del sogno di una vita non vissuta.

Forse Cyril non si rialza, dopo l’ultima caduta, e i Dardenne ce lo fanno soltanto credere, nell’immaginario. Paradossale conseguenza: il loro realismo sfocerebbe in una specie di miracolo.

Se si tratta di lieto fine, comunque, è un lieto fine molto diverso da quelli classici hollywoodiani.

(Mi dispiace: non ho a disposizione un fotogramma dell’albero).

a.c.

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