Monthly Archives: maggio 2011

jours de fete ?

 

 

a.p.

TV ON THE RADIO: TRE INVENZIONI SENZA FUTURO

Tre videoclip dei Tv On the Radio su rivoluzione vita morte amore tradimento futuro ripetizione

 

 

 

puissance de la parole

cosmogonie godardiane

a.c.

RICORDO DI LEONARD KASTLE

Scomparso pochi giorni fa Leonard Kastle il regista del grande The Honeymoon Killers (1969).

Qui sotto il finale.

alberi

A proposito di alberi (della vita)

non dimentichiamo quelli di Tarkovskij…

a.c.

gamin au velo

Il ragazzo con la bicicletta potrebbe anche essere letto come un saggio cinematografico sulla natura del lieto fine. In quanto tale, è stato oggetto di equivoci (qualcuno ha perfino accusato i Dardenne di aver tradito il loro rigore), come se la gioiosa sequenza finale di Samantha e Cyril che girano in bicicletta per una campagna idilliaca, andasse davvero da sé. 

In realtà, secondo la logica della storia, Cyril dovrebbe essere morto, in seguito a quella caduta dall’Albero (della Vita?) che è solo l’ultima delle tante cadute (dalla bici, dai muri, dal letto…) di cui il film è costellato.

Forse le biciclette sulla quali partono Cyril e Samantha non sono davvero biciclette: sono due veicoli di sogno, del sogno di una vita non vissuta.

Forse Cyril non si rialza, dopo l’ultima caduta, e i Dardenne ce lo fanno soltanto credere, nell’immaginario. Paradossale conseguenza: il loro realismo sfocerebbe in una specie di miracolo.

Se si tratta di lieto fine, comunque, è un lieto fine molto diverso da quelli classici hollywoodiani.

(Mi dispiace: non ho a disposizione un fotogramma dell’albero).

a.c.

L’OMBRA DI KUBRICK E MALICK: DOUGLAS TRUMBULL

Trumbull/2001: A Space Odissey

Trumbull/The Tree of Life

l.e.

GAZA CHIAMA VITTORIO

Ancora per Vittorio Arrigoni, una chiamata direttamente da Gaza.

l.e.

L’origine

Ogni ricerca sull’origine, se spinta sufficientemente a fondo, non può non essere presa in un movimento rotatorio, a spirale, o a vortice, senza inizio né fine, piuttosto che imbattersi (come di solito si crede) in un punto fermo iniziale, dal quale partirebbe una linea retta (sia pure con deviazioni e diramazioni varie). Ogni ricerca di un’origine circoscritta (spaziale, temporale) si vota quindi allo scacco.

Non a caso l’origine di cui si tratta in The Tree of Life mostra un divenire dinamico, continuamente dislocato. La sola cosa adatta a ritornare , nel senso di Nietzsche, non è l’Identico, ma ciò che diviene. Un singolo fotogramma non può esprimere questo, altro che in maniera molto imperfetta. Solo la cosmogonia di Malick  (e Trumbull) ci riesce.

a.c.

CANNES 2011: HONG SANGSOO

nouvelle vague