venezia 71 – the goob

the goob

Dalla 71a Mostra del Cinema di Venezia

Giornate degli Autori

The Goob di GuyMyhill (Gran Bretagna)

 

Sembra riferirsi al Free Cinema inglese la storia dura e aggressiva di The Goob, girato nelle campagne di Norfolk tra assurde prove di coraggio, gare in auto, partite di biliardo, droga, sesso e tanta violenza. Un ambiente sociale degradato dove però ciascuno possiede una sua purezza e dove FuckingGoob Taylor(LiamWalpole) riesce a conservare innocenza e tenerezza nella sua lotta per difendersi dalle aggressioni di Gene (Sean Harris),l’amante di sua madre, che lo insegue con il suo sguardo di ghiaccio, lo perseguita e lo tortura quotidianamente. Nessuno riesce a difendersi dalla sua brutalità e dall’orrore della sua mente: un personaggio inquietante e cattivo che vive sempre sull’orlo di un’irreparabile esplosione di violenza; le tenebre della sua mente sono il prodotto di un contesto difficile (Gene è uno straniero?): per quanto possa apparire assurdo, egli ha imparato a sopravvivere solo essendo nocivo verso gli altri perché chiunque rappresenta una minaccia per lui e per il suo tribale bisogno di supremazia.

Ma proprio la notte in cui la violenza e la brutalità di Gene raggiugono l’acme, Goob troverà in sé – forse spinto più dall’allegria lieve dell’amico Elliot che dall’amore per Eva – la forza di fuggire da quel luogo ormai nefasto.

i. g.

venezia 71 -melbourne

melbourne

 

Dalla 71a Mostra del Cinema di Venezia

Settimana della Critica

Melbourne di Nima Javidi (Iran)

 

 

Con un sguardo al cinema di AsgharFarhadi (Una separazione, Il passato), Melbourne è girato in un claustrofobico appartamento nelle poche ore che precedono la partenza per l’Australia dei due protagonisti, tra bagagli, mobili in trasloco e la concitazione delle ultime telefonate. Le stanze vengono progressivamente svuotate mettendo sempre più a nudo Amir(PaymanMaadi)e Sara (Negar Javaherian), tenuti in stato di assedio da un piccolo corpo senza vita che era stato loro affidato per poche ore. Quelle pareti ormai spoglie diventano lo sfondo sempre più anonimo sul quale si disfa l’entusiasmo per il viaggio e per il futuro.

L’assedio è moltiplicato da una quantità di parenti, vicini di casa, persone che entrano ed escono da quel luogo annichilito dal mistero. Suoni forti si sovrappongono, martellano e incalzano tutti i personaggi stretti tra suonerie di cellulari, trilli di telefono, il videocitofono e le conversazione su skype. Le relazioni familiari, i rapporti con i vicini e gli amici, il rigattiere, l’idraulico sono come tante luci improvvise che si accendono per svelarepoco a poco l’identità di Sara e Amir. Qual è la verità? Cosa è accaduto veramente?

In un crescendo inestricabile di ansia e di reciproche accuse, i due dovranno comunque partire  e quel penoso fardello sarà crudelmente consegnato in altre, inconsapevoli, mani. Anche l’acqua è stata ormai chiusa e saranno le mani di Sara ad accompagnare nello scarico del lavello il latte del biberon…

I.G.

Venezia 71: Lo sguardo di Arthur Penn

Oggi al Festival, per Venezia classici, Mise en scène with Arthur Penn (A Conversation) di Amir Naderi, qui un video con il regista americano sul set di Night Moves

m.m.

Le ossa di Pedro Costa

Ci innamorammo di questo film alla mostra del cinema di Venezia, conversammo con lui e ci fu subito un’ intesa profonda sul cinema e sui suoi materiali, ed entrammo nel suo universo di corpi devianti colti in flagrante, spazi claustrofobici dove però il fuori campo è più che mai visibile, e illimitato.Il set è dato dai volti, dai silenzi, dagli sguardi che sembrano come collassati, segnati da una Storia che non c’è, messa, anch’ essa a tacere..

a.p.

Retrospettiva Titanus Locarno 2014 (2)

L’estate violenta di Zurlino

a.p.

Locarno 2014: Pedro Costa, lo sguardo fisso nell’impossibilità del nulla

The Rabbit Hunters di Pedro Costa, in concorso a Locarno con Cavalo Dinheiro

m.m.

Locarno 2014: Pardo alla carriera a Victor Erice

“Appare così una dimensione sospesa, che piuttosto che essere (solo) fantastica, suggestionale, è oggettiva nella misura in cui i campi, le vie acciottolate, le architetture elementari delle case traspaiono per i meccanismi di una fenomenologia naturale, concreta. La condizione infantile, la sua inclinazione all’osservazione approfondita e alla trasfigurazione, trova nel “primitivo” il terreno ideale per esplicarsi, conformandosi in (rap)presentazioni anamorfiche, lì dove l’immagine sfuocata corrisponde al “potenziale poetico” della realtà, a un’aura mistica colta dall’estrema sensibilità del fanciullo, dalla sua attitudine verso il figurale, che non compone ma capta il preesistente, onnidirezionale movimento delle immagini.
Questo alone, che sembra velare gran parte degli oggetti e delle persone presenti nello Spirito dell’alveare (ma che segna anche El Sur e, in una maggiore secchezza mimetica, El sol del membrillo, Alumbramiento, La morte rouge), è come generato dalla costante modificazione – quindi mobilità – di blocchi di esperienza primigenia, e delle loro emanazioni, ossia luci, suoni: consiste in riflessi, echi che, esprimendosi, per propria natura, in relazione a lontananze, sono l’altrove della realtà; ma più che ad altri luoghi, sembrano riferirsi ad altri tempi, altri momenti di quello stesso reale, sembrano rapportarsi, in altri termini, alla propria virtualità, cioè il microcosmo riverberante dell’altopiano e dell’alveare, in cui si sgrana la vicenda dei personaggi.”
(L. Abiusi, Per gli occhi magnetici. Campana. Erice. Pasolini. Tarantino, CaratteriMobili, Bari, 2011)

l.a.

in attesa di vedere le sue Nuits Blanches et la jetée

che domani sara presentato a Locarno, in concorso, ecco un frammento, un cortissimo dell’ amico Paul Vecchiali il cui fervido e vulcanico pensiero è stato raccolto da filmcritica in tante tantissime conversazioni..

a.p.

a Locarno oggi è approdato Sganzerla

neI link un suo corto, il suo punto di vista e di visione su Welles vo.sott.inglesi

a.p.

Tsui Hark premiato a Locarno 2014

nel link uno dei suoi tanti capolavori in vo.sott.in inglese

a.p

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