per non dimenticare

a.p

sciopero

sciopero

ritorno all’ 11 settembre futuro o bienvenu

au langage retrouvé 3D Imax, o entrambi? per il momento siamo ancora al di qua o al di la’ delle nuvole…

a.p.

da Locarno al Tff a Filmmaker : Cavalho Dinheiro

di Pedro Costa. Da Locarno, nel numero 648 della rivista, così ne scrive Rinaldo Censi : ” Alla fine forse ha ragione Pedro Costa quando sottolinea che è tutto lì, nel film,e che non c’ è nulla da spiegare.Basta coglierlo. Sono uscito dalla proiezione in stato di trance.Ed è proprio quella l’ atmosfera che si percepisce nel film. Come se lì dentro ci fosse qualcosa di sciamanico ( …). Ci sono i corridoi claustrofobici degli antichi ospedali di Lisbona: sotterranei simili a labirinti.Le lunghe mani affusolate di Ventura, riprese in primo piano, che fanno pensare agli artigli di un rapace, magari a quegli avvoltoi che egli ricorda nell’ atto di divorare il suo cavallo, chiamato Dinheiro, in uno dei momenti più terrificanti del film (…) Ci sono le sue mani filmate e colte nel loro tremolio, oppure ben salde, in un gesto da sonnambulo (…) E poi c’ è Vitalina, ci sono le sue collane, disposte sul tavolo come se stesse architettando uno strano rituale vudu (…) Ci sono lettere, documenti che vengono letti.Lacrime che scendono sul viso.Ci sono racconti di coltelli, risse, teste aperte e suturate.Ci sono aerei che atterrano e statue filmate di notte. Ci sono gli ospedali e i fatti accaduti durante la rivoluzione dei Garofani (…) I giovani in piazza, gli slogan rivoluzionari ( …) C’ è molta musica (…) Ma c’ è anche una musicalità della lingua, della parola ( …) C’ è una specie di furia, di tensione, nell’ immobilità dei corpi : la si può percepire. Una specie di forza. e poi ci sono certi gesti improvvisi, che diventano enormi: degli ingrandimenti inaspettati la cui forza non sta nel primo piano (…) La precisione, la forza di uno sguardo, una certa luce negli occhi ( …) ‘ Mettere in circolazione oggetti inquietanti’ è il titolo di un testo scritto da Jean Rouch nel 1975. Pedro Costa deve averlo preso alla lettera”

a.p

‘ Eau argentée- Syrie auto-portrait’

da Cannes al Torino Film Festival a Filmmaker ( stasera a Milano ). Così Lorenzo Esposito nel numero 645/ 646 della rivista: ” Ciò che colpisce, nei film più belli, è la volontà di risalire dal fondo della Storia, dalle macerie e dal grado zero della memoria, attraverso la domanda che non può smettere di porsi: che cos’è il cinema.Per esempio la Siria ridotta a terra bruciata raccontata nel nuovo film di Ossama Mohammed, ‘ Eau argentée- Syrie auto- portrait’ . Non si tratta solo della forma dispersa e universale a un tempo di una difesa guerrigliera fatta da mille occhi e centinaia e centinaia di telefonini e camerine, che poi diventano un solo sguardo che è lo sguardo di tutti, coraggiosamente inventato e sottratto alla violenza da una giovane curda di Homs ( Wiam Simav Berdixan, di fatto co-regista ), straniera in una città martoriata, sventrata, inondata di sangue, dove rimangono solo bambini e gatti mutilati che vagano fra le macerie – una città irriconoscibile, straniera a se stessa.Tutto il popolo siriano filma ( ….) È che questa cosa di nome cinema, costretta tutte le volte a chiedersi cos’è veramente, e di nuovo cos’è un piano fisso, cos’è il realismo ( … ), è ancora capace di mostrare il punto invisibile della speranza, il fiore che semplicemente cresce ai piedi di una casa rasa al suolo. Capace di mostrarsi laddove l’ umanità si bea dell’ accecamento, e si dimentica di essere umana”

a.p

memorie dal TFF ( 7 ) e ..Filmmaker International Film Festival a Milano,

che si è  aperto venerdì scorso con ‘ Jauja’ di Lisandro Alonso. Così ne scriveva Edoardo Bruno da Cannes nel numero 645/646 della rivista: ” Paradiso Perduto nella Patagonia di fine Ottocento, dagherrotipo con i bordi arrotondati come nelle vecchie stampe, fermo nel tempo, film western, con gli indiani e il Cavaliere venuto dalla Danimarca portando con sè la giovane figlia Ingeborg e i soldati che bivaccano nell’ attraversare il deserto, e film di ricerca inquietante, quando la figlia viene rapita negli ampi spazi dell’ avventura.Alonso decifra con un candore visivo la violenza, la sete e il sesso, in un film quasi fuori dal tempo.Inseguendo, come nelle altre sue opere, una traiettoria geografica, il corso di un fiume, costeggiando il mare, salendo sulla montagna, ‘ racconta’ i paesaggi con uno stile letterario; le visioni si susseguono come ripetizioni poetiche in un gioco di analogia e di metafora, con pochi dialoghi, dove suoni e parole si impastano nel silenzio di un continuo tramonto.Come una favola,il film si conclude con il risveglio di Ingeborg nel suo castello in Danimarca.Dove il segno si trasforma in enigma “

a.p.

memorie dal TFF ( 6 )

nella sezione ‘ festa mobile’ sono state proiettate ancora le due parti di ‘ The disappereance of Eleanor Rygby ‘. Così ne scriveva da Cannes Giuseppe Gariazzo nel numero 645/646 della rivista : ‘ Un’ opera prima che mette in discussione le rigidità di tale definizione.Il film, il cui titolo completo è ‘ The disappearance of Eleanor Rigby : Them’ è la sintesi di due altri lungometraggi ( entrambi, ripeto, presentati a Torino per intero n.d.r) con interpreti e personaggi identici, girati un anno fa dal trentasettenne cineasta di New York.Al posto di Them il titolo si concludeva con Him e Her. La storia veniva descritta dal punto di vista di lei e di lui. Quel che accade nel film che li riunisce è la constatazione che un cinema americano indipendente,che lavora sulle emozioni senza autocompiacimenti, pur facendo affiorare profonde analogie filmiche sentimentali mai esibite, esiste e ha in Ned Benson un autore da non scordare(…) .Eleanor Rigby è un corpo fantasma e viene filmata da Benson come una diva d’ altri tempi sospesa fra l’ oblio (…), la concretezza dell’ esserci e la sparizione ‘

a.p.

memorie dal Tff ( 5 )

nella sezione ‘ festa mobile’ a Torino ‘ Prima di andare via’, l’ ultimo film di Michele Placido la cui produzione filmica come regista abbiamo sempre seguito con attenzione non mancando di conversare con lui  dopo aver visto ‘ Romanzo criminale ‘. Tratto dal testo teatrale scritto interpretato per il palcoscenico  da Filippo Gili, il film presentato al festival, della durata di 65′,  è una sorta di kammerspiel venato di melodramma che vede una famiglia ‘ violata’ dal figlio che una sera, davanti alla tavola imbandita, comunica la sua decisione di suicidarsi.Ne riparleremo al momento della sua uscita.

a.p.

Saul Bass memories ( 6 )

a.p.

Saul Bass memories ( 5 )

a.p.

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